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Scientific Summer Academy

Cinque giorni di incontri con la scienza per gli studenti delle scuole superiori di Torino e del Piemonte

8.07.2010

Cinque giorni di full immersion – in lingua inglese - con i protagonisti e i temi della scienza contemporanea ai suoi massimi livelli europei. Questa è l’opportunità che hanno avuto, dal 2 al 7 luglio, 45 ragazze e ragazzi selezionati fra i migliori studenti delle scuole superiori di Torino e del Piemonte.

Sono stati, infatti, ospiti della Scientific Summer Academy promossa dalla Fondazione Giovanni Agnelli  in collaborazione con ESOF2010, l’Open Forum degli scienziati europei in corso negli stessi giorni a Torino, e con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte. L’iniziativa faceva parte dello School Program di ESOF2010.

Venerdì 2 luglio, alla giornata inaugurale dell’Academy, i ragazzi sono stati accolti da John Elkann, Vice Presidente Fondazione Giovanni Agnelli, Enrico Predazzi, Chairman ESOF2010, e da Silvana Mosca, Ispettrice dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, che hanno illustrato le ragioni della proposta e di una proficua collaborazione fra i tre enti, grazie alla quale nel marzo scorso era già stato realizzato il BuckyBall Workshop per 350 bambini delle scuole primarie, con il Nobel Sir Harold Kroto.

Agli interventi delle istituzioni è seguita la prima lecture dell’Academy, tenuta da Effrosyni Chelioti (Helmholtz Gemeinschaft, Berlin), esperta di strategie e politiche della ricerca scientifica, a Torino come relatore di ESOF2010.

Nei giorni successivi, i ragazzi dell’Academy – selezionati sulla base dei loro eccellenti risultati scolastici in inglese e nelle materie scientifiche e la cui partecipazione è stata assolutamente gratuita – hanno incontrato altri prestigiosi scienziati ospiti di ESOF2010. Sabato 3 luglio è stata la volta di Julia Fischer, etologa del German Primate Center e della Georg August University di Göttingen; lunedì 5 luglio i ragazzi hanno seguito la lezione di Nicola Pugno, fisico e ingegnere al Politecnico di Torino, esperto in nanotecnologie; il giorno successivo quella di Sam Auinger e Bruce Odland, compositori, musicisti e ricercatori di ingegneria del suono. Ha chiuso la rassegna, mercoledì 7 luglio, Maria Elena Gutierrez, docente alla State University of New York di Buffalo, con una conferenza sull’applicazione delle nuove tecnologie al cinema.

Al termine delle lecture, al pomeriggio i ragazzi si sono trasferiti al Lingotto, dove hanno potuto partecipare liberamente a tutte le attività (conferenze, seminari, incontri con gli scienziati) del programma di ESOF2010. Nel corso della Scientific Summer Academy gli studenti hanno avuto, inoltre, l’opportunità di visitare le mostre del CERN al Museo Regionale di Scienze Naturali e il Centro Ricerche Fiat di Orbassano, due istituzioni che hanno dato la loro preziosa collaborazione.

La scelta dell’inglese come lingua di tutte le conferenze è stata concepita come una sorta di sperimentazione del metodo CLIL - Content and Language Integrated Learning, che prevede appunto l’insegnamento nella lingua veicolare internazionale di alcune materie fondamentali: un metodo già adottato con grande successo in alcune università italiane  e previsto in linea di prospettiva dalla recente riforma delle superiori.

La proposta della Scientific Summer Academy è nata dalla consapevolezza che nella scuola italiana c’è bisogno di rafforzare i saperi matematici e scientifici, nei quali i nostri studenti conseguono spesso risultati non soddisfacenti, rimanendo attardati nelle graduatorie delle principali rilevazioni internazionali, come Ocse-Pisa.

Insieme ai necessari cambiamenti organizzativi e dei programmi scolastici, un passo essenziale per superare il ritardo è stimolare nei nostri ragazzi un abito mentale aperto e orientato a una cultura scientifica rigorosa, aggiornata e di respiro internazionale, consapevole dei temi e delle frontiere della ricerca contemporanea come pure delle opportunità professionali oggi offerte dalla scienza.

La Scientific Summer Academy ha voluto essere, in questo senso, quanto meno sul piano del valore simbolico della proposta, un tentativo di prendere sul serio questa esigenza critica della nostra scuola.

 

Rassegna Stampa:
La_Stampa__03.07.10_01.pdf269 K