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Studiare a Torino: faccia a faccia Coppola-Fassino alla Fondazione Agnelli

Presente John Elkann, i candidati sindaco del centrodestra e del centrosinistra si sono confrontati sui temi dell’istruzione e del capitale umano a Torino

28.04.2011

Quanto è importante per Torino e per il suo futuro migliorare la qualità del proprio capitale umano? Può la città aspirare a diventare un polo d’eccellenza della formazione terziaria? Come sostenere il diritto allo studio e al successo scolastico della fasce di popolazione più svantaggiate, fra cui i ragazzi di origine straniera? Quale ruolo può giocare l’amministrazione comunale per rendere Torino un luogo dove chi studia trovi le condizioni organizzative e gli stimoli culturali per farlo con sempre maggiore impegno e soddisfazione? Sollecitati dal direttore de La Stampa, Mario Calabresi, i due principali candidati a sindaco di Torino Michele Coppola e Piero Fassino hanno risposto a questi interrogativi, che emergono anche dalle ricerche della Fondazione Agnelli, nel corso di un un articolato dibattito che si è svolto martedì 26 aprile presso la sede di via Giacosa.

Ripetendo l’esperienza dell’anno scorso, che vide animatamente discutere i candidati a presidente della Regione Mercedes Bresso e Roberto Cota, e nell’impossibilità di invitare tutti i candidati a sindaco della città, la Fondazione Agnelli ha inteso dare un proprio contributo tematico alla discussione politica e culturale che prepara le elezioni amministrative del 15 maggio, stimolando il confronto fra il candidato del centrodestra e quello del centrosinistra, proponendo loro le questioni sulla scuola che emergono dalle ricerche che da alcuni anni costituiscono lo sforzo prevalente dell’istituto.

L’incontro, al quale ha partecipato un folto pubblico composto prevalentemente da amministratori locali, docenti universitari, dirigenti scolastici e insegnanti, è stato aperto da John Elkann, vicepresidente della Fondazione Agnelli, che ha ricordato quanto importante sia per il futuro della città l’impegno a fare crescere e rafforzare il capitale umano – dalla scuola dell’infanzia all’università – con un’attenzione a fenomeni emergenti, come la formazione dei figli dell’immigrazione.

Rassegna Stampa:
La_Stampa_27_04_2011_02.pdf536 K