Alla domanda che tutte le famiglie si pongono al momento dell'iscrizione dei figli alla scuola superiore ("è una buona scuola?") non è facile dare risposte, perché nel nostro Paese non esiste ancora un sistema di valutazione pubblica di come lavorano le scuole autonome.
Sulla base dei dati dell'Anagrafe Nazionale degli Studenti - esplorata per la prima volta in tal senso - la ricerca della Fondazione Agnelli dà un contributo in questa direzione e fornisce alcune informazioni su come stanno andando gli studi universitari dei diplomati piemontesi che frequentano i tre atenei piemontesi.
Dalla ricerca emergono due graduatorie che comprendono 184 scuole secondarie superiori piemontesi, statali e non statali.
La prima graduatoria (Ranking Semplice) si rivolge agli studenti e alle famiglie, come possibile strumento di orientamento e di scelta della scuola dopo la media inferiore.
La seconda graduatoria (Ranking Effetto Scuola), depurata da quei fattori che non dipendono dal lavoro di ciascuna scuola, può essere utile a chi, a livello nazionale e locale, decide le politiche scolastiche.
I due file PDF contengono rispettivamente le due graduatorie e i criteri con cui queste sono state costruite. A breve sarà disponibile sul sito il testo integrale della ricerca.

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sono un docente dell'istituto Faccio di Castellamonte, istituto d'arte. non siamo nelle graduatorie pubblicate dalla stampa e vorrei conoscerne il motivo.
Gentile Prof. Scisci,
la ringrazio per il suo commento e la invito a scaricare dal sito i documenti della nostra ricerca, da cui potrà desumerne i criteri.
L’esclusione dell’Istituto Faccio dal novero delle scuole considerate dalla ricerca dipende dal fatto che dalla banca dati dell’Anagrafe Nazionale Studenti – la nostra fonte di elaborazione statistica - non risultano almeno 10 diplomati del suo istituto iscritti, negli a.a. 2005-6 e 2006-7, ai tre atenei del Piemonte.
La soglia di 10 iscritti agli atenei piemontesi è stato ritenuta dai ricercatori uno dei fondamentali criteri d’inclusione di una scuola nella ricerca, per garantire una solidità e significatività statistica dell’esercizio. L’esclusione, dunque, non può in alcun modo essere interpretata come giudizio di valore sul lavoro della scuola, ma semplicemente di non corrispondenza ai criteri (come tutti i criteri, discutibili e migliorabili) scelti per svolgere la ricerca.
Marco Gioannini
Fondazione Giovanni Agnelli