In Italia l'autonomia nel campo dell'innovazione didattica e della sperimentazione scolastica è molto ampia, probabilmente fra le più estese in Europa. Non sempre è stata usata bene in questi anni e solo raramente ha saputo incidere profondamente sui curricoli, sulle metodologie e sui quadri organizzativi dei diversi ordini di scuola. Nondimeno, le esperienze significative sono moltissime e le troviamo raccolte nella banca dati GOLD dell'Ansas (ex Indire) di Firenze.
Il contributo di Giovanni Biondi, Elena Mosa e Silvia Panzavolta, a partire da alcuni esempi di eccellenza, illustra i principali filoni di ricerca e le possibili linee di sviluppo.
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La trattazione descrive molti aspetti dell’autonomia scolastica senza entrare nel merito del problema. Non si fa cenno al fatto che l’ostacolo maggiore che incontra il decentramento del servizio scolastico riguarda l’introduzione della scientificità della gestione delle scuole. E’ sufficientemente prendere in considerazione il termine “autovalutazione” [CFR. 2.7], tipica espressione in uso negli ambienti etici, per apprezzare tale impedimento. In situazioni razionalmente strutturate si parla di controllo: della misurazione degli scostamenti tra obiettivi programmati e risultati attesi.
Solo in presenza di traguardi puntualmente e dettagliatamente definiti è possibile intraprendere significative e efficaci attività innovative .
Enrico Maranzana - docente a riposo