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Prevedere e prevenire la dispersione scolastica a Torino

Ricerca della Fondazione Agnelli su "Arianna", il programma di test d'orientamento del Cosp e della Città di Torino per le scuole medie

5.03.2013

Arianna è da 20 anni un valido strumento per orientare gli allievi delle medie torinesi, aiutandoli a scegliere il percorso di studi superiori; inoltre, è già oggi una risorsa – e ancora più potrà diventare domani - per prevedere e prevenire l’insuccesso scolastico, grazie alla sua capacità di identificare i profili degli studenti maggiormente a rischio e, dunque, di permettere politiche di intervento mirate.

È quanto emerge da una ricerca della Fondazione Giovanni Agnelli su Arianna, il sistema di test che il Centro di Orientamento Scolastico e Professionale (Cosp) e la Città di Torino propongono a tutti gli studenti del terzo anno delle secondarie di I grado. La ricerca è stata presentata in una conferenza stampa a cui hanno partecipato Mariagrazia Pellerino, assessore alle Politiche educative della Città di Torino e Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli. Se ne è anche discusso in un seminario con la partecipazione delle scuole, che si è svolto all'Istituto Avogadro.

La Città di Torino, da anni è impegnata nella realizzazione di progetti per la prevenzione della dispersione scolastica, nel novembre scorso ha approvato gli indirizzi e le azioni per il successo formativo, nel cui ambito è nata la partnership con la Fondazione Agnelli.

I test di Arianna sono ben noti agli studenti e agli insegnanti delle medie torinesi: da essi si ricava un profilo personale dei ragazzi da un punto di vista delle loro propensioni e capacità, mettendo a fuoco quelle più utili ad affrontare futuri itinerari di studio e di lavoro. Sulla base degli esiti dei test, il Cosp formula un consiglio orientativo.

La ricerca della Fondazione Agnelli, curata da Martino Bernardi e Gianfranco De Simone, ha seguito nel tempo circa 18.500 ragazze e ragazzi che dal 2008 al 2011 hanno partecipato ad Arianna. Incrociando i dati dei test con la banca dati Orienta della Provincia di Torino, sono state ricostruite le scelte di prosecuzione degli studi e, ove possibile, gli esiti formativi nel biennio delle superiori: le promozioni, le bocciature e, in particolare, gli abbandoni, che lo studio conferma come preoccupanti: su 100 iscritti 8 si disperdono già entro il biennio, senza poi rientrare nel sistema d’istruzione o di formazione professionale.

Il risultato più rilevante della ricerca riguarda la capacità di Arianna di prevedere l’insuccesso scolastico nel biennio successivo, identificando caratteristiche e profilo degli studenti potenzialmente più a rischio di bocciature, percorsi irregolari e abbandoni: più spesso maschio, di origine socioculturale svantaggiata, se italiano già con un ritardo scolastico oppure straniero di generazione 1,5 (mentre il rischio per gli stranieri di seconda generazione non risulta significativamente superiore a quello dei loro compagni). Le stesse differenze di risultato nei test Arianna sono rivelatrici e aiutano a prevedere l’insuccesso: in particolare, chi ottiene un punteggio basso ha circa il 17% di probabilità in più di essere bocciato nel primo anno delle superiori (e il 5% di probabilità in più di abbandonare) rispetto a chi ha un punteggio alto.

La ricerca offre un’ulteriore e importante conferma del valore orientativo di Arianna e del lavoro del Cosp. Circa 4 studenti su 10 compiono una scelta di proseguimento agli studi più ambiziosa di quella suggerita dal risultato oggettivo del test: ad esempio, l’iscrizione all’istituto tecnico quando il test farebbe propendere per un percorso di formazione professionale. In un caso su tre la scelta più ambiziosa è suggerita dagli stessi orientatori del Cosp, che oltre ai risultati del test valutano un insieme di elementi di altra natura (colloquio con i ragazzi, confronto con i docenti). Nei casi rimanenti è la famiglia a compiere autonomamente una scelta non in linea con quanto suggerito.

L’analisi degli esiti scolastici degli studenti che hanno compiuto scelte più ambiziose rivela che quando la spinta ad osare di più proviene dal Cosp la probabilità di essere respinti non è significativamente diversa da quella dei ragazzi che hanno scelto percorsi coerenti col giudizio dei test. Dunque, il Cosp offre giudizi informati e in linea con il potenziale scolastico dei ragazzi. Viceversa, se la scelta più ambiziosa è l’effetto di una decisione autonoma della famiglia, i ragazzi sono esposti ad un rischio di bocciatura del 16% superiore a quello corso dai ragazzi compiono scelte coerenti con i risultati del test. Le famiglie, in altre parole, non sempre valutano in modo appropriato le implicazioni delle scelte di prosecuzione ambiziose, che possono invece essere chiarite dal dialogo con gli specialisti dell’orientamento.

Un buon orientamento può limitare il rischio di dispersione. Gli esiti della ricerca suggeriscono che con alcuni aggiustamenti Arianna potrebbe diventare uno strumento di programmazione a disposizione di scuole (e famiglie), sia per interventi di orientamento in itinere per gli studenti con le idee meno chiare, sia per il supporto allo studio degli allievi più esposti al rischio d’insuccesso. Azioni, come si vede, mirate. Per trarre, però, il massimo vantaggio dalla capacità di previsione di Arianna meglio sarebbe fare sostenere i test in seconda media, fra gennaio e maggio. Se la restituzione dei risultati avvenisse, infatti, entro l’inizio della terza, le scuole sarebbero messe in condizione di progettare interventi nel corso dell’ultimo anno del ciclo, intervenendo sui fattori di rischio evidenziati e guidando gli studenti verso scelte più consapevoli. In questa attività, le scuole dovrebbero essere accompagnate dal Cosp per i rapporti con studenti e famiglie e dai Servizi Educativi del Comune con appositi progetti di sostegno allo studio.

 

Files:
Fondazione_Agnelli_-_Ricerca_Arianna_-_Sintesi.pdf388 K
Fondazione_Agnelli_-_Ricerca_Arianna_-_Presentazione_integrale.pdf619 K
Rassegna Stampa:
La_Stampa_06.03.2013.pdf381 K
La_Repubblica_Torino_06.03.2013.pdf354 K