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La popolazione studentesca: un’Italia a due velocità

Il direttore della Fondazione Agnelli interviene su La Stampa per commentare le previsioni sulle iscrizioni al prossimo anno scolastico

La_Stampa_25_01_11.pdf

In attesa che il 12 febbraio si chiudano le iscrizioni al primo anno dei diversi gradi e ordini di scuola, in un incontro con i sindacati il Miur ha comunicato le proprie previsioni (generate da un modello fondato sui dati della popolazione scolastica degli scorsi anni) sugli iscritti per il 2011-12 articolate per regioni. Il Ministero prevede che gli studenti il prossimo anno scolastico saranno 2.580.083 alle primarie (in leggero calo), 1.696.450 alle secondarie di I grado (in aumento) e 2.535.543 alle secondarie di II grado (in leggero calo), per un totale nazionale di 6.812.076, con un piccolo aumento rispetto all’anno precedente. Quel che colpisce, tuttavia, sono le notevoli differenze territoriali degli andamenti della popolazione degli studenti, con le regioni meridionali in calo e quelle del Centro-Nord in crescita, grazie soprattutto al contributo degli studenti di origine straniera.

Il direttore della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto, è intervenuto nei giorni scorsi su La Stampa per spiegare le ragioni di queste differenze e accennare alle sfide che esse comportano per la scuola italiana.

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