In vista dell'imminente presentazione del suo Rapporto sulla scuola in Italia, prosegue lo sforzo della Fondazione Agnelli di offrire strumenti e spunti per una valutazione critica e il più possibile articolata dell'autonomia delle scuole nel nostrp Paese, chiedendo contributi a esperti di formazione e orientamenti diversi.
E' il caso dei testi che rendiamo ora disponibili e per i quali siamo grati a due dei fra gli interpreti più autorevoli del dibattito sulla scuola italiana: Luciano Benadusi e Giuseppe Bertagna.
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Una riflessione su “Lo stato dell’arte dell’autonomia scolastica”
L’assenza di un sicuro ancoraggio genera un ingovernabile aumento della dimensione dei problemi e, di conseguenza, della loro complessità.
(ii) AUTONOMIA E DIDATTICA
La tematica è stata sviluppata come se l’ambito di riferimento fosse quello universitario in cui il docente deve rispettare un unico vincolo, quello posto dalla disciplina che insegna.
Nella scuola secondaria, invece, la situazione e’ molto più articolata in quanto la progettazione didattica si colloca all’interno di due questioni più ampie: la formazione e l’educazione.
[Il problema formativo riguarda l’inserimento dei giovani nel contesto socio-culturale in cui vivono; quello educativo concerne la promozione e consolidamento delle loro qualità].
POF
La valutazione delle prestazioni di un prototipo di formula uno non avviene studiando carte, documenti e progetti, bensì confrontando le attese con le misurazioni effettuate nei test.
Si tratta di una procedura che, per legge, dovrebbe caratterizzare la vita delle scuole e che prende avvio dall’esplicita, dettagliata e formale dichiarazione dei risultati da conseguire.
Sarebbe stato opportuno, dato il titolo della trattazione, sviluppare un’analisi di un significativo insieme di POF, analisi finalizzata alla valutazione della loro congruità rispetto alla normativa vigente.
Ecco un esempio di cosa si sarebbe osservato. Si consideri il POF dell’ITC Gentili di Macerata.
[L’individuazione della scuola e’ avvenuta:
a) scegliendo un Istituto Tecnico Commerciale in quanto i profili professionali dei programmi vigenti [IGEA, MERCURIO] elencano le capacità che gli studenti devono aver sviluppato al termine del quinquennio;
b) utilizzando un motore di ricerca [Google] per ottenere gli indirizzi relativi a: “POF ITC”. L’istituto selezionato e’ risultato il primo della lista].
Nel Piano dell’Offerta Formativa dell’istituto 1) non è stato formalizzato alcun obiettivo di natura formativa o educativa; 2) le capacità fissate dal ministero sono state cassate.
L’origine di tale anomalia appare in tutta evidenza della frase che descrive “Il processo che dalla progettazione didattica individuale arriva alla progettazione del POF” [pag. 7] il cui significato è inequivocabile: il fondamento concettuale dell’attività dell’istituto resta la scuola d’inizio secolo scorso, quando il servizio si fondava sull’insegnamento delle singole materie.
La normativa vigente, invece, è orientata verso scenari completamente differenti in cui la progettazione e’ il cardine dell’attività della scuola, progettazione che procede, per successive approssimazioni, dalla specificazione degli obiettivi, alla formulazione di ipotesi fino alla gestione degli scostamenti obiettivi-risultati.
(iv) AUTONOMIA E DIRIGENTI SCOLASTICI
In questo paragrafo sono svolte delle considerazioni personali senza alcun riferimento alla legge. Questa, in ossequio ai principi enunciati dalle scienze dell’amministrazione, distingue e separa la funzione di governo da quella di direzione. Se tale punto d’osservazione fosse stato assunto, i responsabili dell’attuale crisi della scuola italiana sarebbero apparsi in tutta evidenza.
CONSIDERAZIONE CONCLUSIVA
Manca ogni riferimento alla certificazione della qualità, architrave dell’autonomia, certificazione che nella scuola è stata snaturata e resa sterile.
Enrico Maranzana - docente a riposo
“Il cammino per una vera autonomia delle scuole in un sistema di istruzione e di formazione da Costituzione formale è, in Italia, ancora tutto da scrivere [G.Bertagna]”: perché?
Due sono i presupposti dell’autonomia delle scuole: l’assunzione della mission da parte del singolo istituto e l’esistenza d’efficaci sistemi organizzativi e informativi.
Per quanto riguarda il primo punto e’ utile osservare che il percorso di riforma della scuola secondaria, cominciato nel 1968, era partito dalla consapevolezza che nella società contemporanea la scuola tradizionale, fondata sulla trasmissione delle conoscenze, non fosse più in grado di garantire un’adeguata e coerente formazione. Il legislatore ha conseguentemente finalizzato il sistema scolastico allo sviluppo e al consolidamento delle qualità degli studenti e ne ha decentrando le responsabilità del relativo conseguimento. Nell'ordinaria prassi scolastica nulla è cambiato per l'incapacità e l'insensibilità degli organismi periferici di ridefinire e di assumere nuove funzioni e nuovi compiti.
La mancanza di un corretto punto di vista ha condotto al travisamento delle disposizioni di legge relative all’organizzazione della vita della scuola e, conseguentemente, alla loro sterilizzazione. Ancor oggi le struttura scolastiche si ispirano a quelle universitarie nonostante che l’attività degli atenei siano mirate alla trasmissione di conoscenza mentre le qualità intellettive e operative degli studenti sono il cardine della scuola secondaria.
Cosa si sarebbe dovuto fare? A chi è attribuibile la responsabilità dei fallimenti che si protraggono da decenni? All'indirizzo: www.matematicamente.it/didattica/percorsi_didattici/ è consultabile un resoconto dal titolo: "il problema scuola: errori, elusioni e omissioni all'origine del disservizio".
Enrico Maranzana – docente a riposo