Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, 1997 - pp. IX/230
Il precetto islamico della carità che si concretizza in una vera e propria tassa religiosa, unito a quello che vieta il prestito a interesse, genera comportamenti e disposizioni di grande rilievo per la società civile: il ruolo delle istituzioni di volontariato, la distribuzione dei beni donati (denaro e proprietà immobiliari, in primo luogo), i fondi bancari di risparmio regolati da finalità non-profit e numerose altre attività pubbliche (nella scuola, nella pubblica amministra zione e così via) sono il terreno di esercizio dei precetti tra dizionali. Ne deriva una lettura di grande interesse sia per comprendere l'organizzazione della società islamica, sia per cogliere prospettive diverse di organizzazione socioeconomica dell'Occidente.