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La valutazione dell'università: il caso del Regno Unito

Il contributo di John Brennan e Laura Bellingham dal dossier di Fondazione Agnelli e "Scuola Democratica"

9.02.2013

Dedicata al Regno Unito, ecco la terza puntata del dossier sulla valutazione dell'università (didattica, accreditamento dei corsi e ricerca) in una prospettiva europea comparata. Ricordiamo che l'iniziativa di Fondazione Agnelli e della rivista Scuola Democratica-Learning for Democracy ha raccolto intorno a un tema cruciale per il futuro dell'istruzione terziaria e per l'autonomia delle università un gruppo di specialisti europei. I contributi saranno pubblicati prima sui siti delle due istituzioni e successivamente sulla rivista.

Il Regno Unito è stato il Paese battistrada della valutazione universitaria. Il contributo di John Brennan e Laura Bellingham dà conto di come le politiche siano cambiate nel tempo, talvolta radicalmente, come nel caso della valutazione della didattica.

Il sistema britannico si caratterizza rispetto a quelli degli altri paesi europei per una netta enfasi sulla logica di mercato, quale elemento regolativo e selettivo, e per una pervasività che continua a dar luogo a conflitti tra atenei, Stato e agenzie di valutazione: i primi abituati ad ampi margini di autonomia, i secondi sempre più propensi a esercitare un controllo sulle istituzioni accademiche.
Per la didattica, l’accento è posto soprattutto sugli studenti e le loro scelte in quanto consumatori, con uno spostamento della concezione dell’istruzione superiore da bene pubblico a utilità privata; per la ricerca si tende sempre più a sottolinearne e valorizzarne gli impatti economico-sociali e pratici dei suoi prodotti, come dimostra il nuovo schema di valutazione REF che esordirà nel 2014.

Un ringraziamento a Massimiliano Vaira (Università di Pavia) per il contributo alla stesura delle note introduttive al Dossier sulla valutazione dell'università.

 

Files:
J._Brennan_-_L._Bellingham__Quality_assurance_in_UK_higher_education.pdf118 K