Twitter YouTube Facebook

Scuola in Ospedale Integrata

Progetto sperimentale per gli studenti lungodegenti in Piemonte

15.06.2017

Il progetto sperimentale di Scuola in Ospedale Integrata è attivo dal 2015 ed è stato ideato e promosso dalla Fondazione  Agnelli, in collaborazione con USR Piemonte, le unità di Scuola In Ospedale attive presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita (OIRM), il reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Infantile Regina Margherita (OIRM) di Torino.

Per lo studente lungodegente, costretto dalla patologia a non frequentare a lungo la scuola, il progetto favorisce e crea le condizioni per un collegamento online (dall’ospedale e da casa, tipicamente via Skype) con la propria classe, permettendo di seguire le attività scolastiche e mantenere il più possibile le relazioni con i propri compagni e insegnanti, con un duplice beneficio didattico e psicologico.

Il progetto cerca di aiutare lo studente malato a mantenere un orizzonte il più ampio possibile di vita e di relazioni umane e sociali, a partire da quelle scolastiche, cercando di evitare che  si riduca alla lunga e dolorosa routine terapeutica aiutare l’integrazione, la collaborazione e il coordinamento di tutte le risorse umane e didattiche disponibili a favore di un percorso personalizzato e inclusivo dello studente malato, orientato al mantenimento della continuità scolastica, ma più in generale al recupero del suo benessere nel senso più ampio.

La Fondazione Agnelli:

- verifica le condizioni di realizzabilità dal punto di vista tecnologico; fornisce a titolo gratuito tutta la strumentazione necessaria allo studente; supporta la scuola nell’individuazione della soluzione migliore;

- laddove necessario, collabora a costruire e a rendere più efficace la rete integrata  a favore dello studente (Scuola in Ospedale, scuola di appartenenza, famiglia, medici);

- effettua un monitoraggio del processo della sperimentazione e dei suoi esiti;anche se reso possibile dalle nuove tecnologie e anche se la FGA non interviene nelle strategie didattiche, che sono ovviamente responsabilità dei docenti, il progetto non è un progetto tecnologico, ma didattico.

Dal 2015 sono stati seguiti 35 studenti piemontesi delle scuole primarie e secondarie di I e II grado, in maggioranza – ma non esclusivamente – affetti da patologie oncologiche.